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Una settimana in Spagna, Madrid e Toledo

Eccoci con il primo vero e proprio post riguardante i viaggi. Come già preannunciato comincerò con il mio ultimo viaggio in Spagna. Per essere precisi il viaggio è stato a Madrid con una capatina troppo veloce a Toledo. Questa era la seconda volta che ci andavo e ha confermato quello che già avevo pensato dal primo, che è una città meravigliosa.

Questa avventura in solitaria è cominciata una mattina di fine maggio di pochi anni fa quando ho preso l’aereo per poi arrivare all’aeroporto di Madrid verso mezzogiorno. La città mi ha accolta con un bel sole caldo ed alto nel cielo ad illuminare tutto ciò che vedevo intorno a me come nei migliori film dove c’è sempre la luce perfetta. Comprato l’abbonamento per i trasporti e raggiunto l’hostal dove ho lasciato la valigia sono subito uscita a godermi la mia prima giornata di vacanza. Dopo aver pranzato o per meglio dire fatto merenda con una favolosa paella sono partita alla scoperta della città. Il primo giorno infatti l’ho tutto dedicato a scoprire i dintorni ed ambientarmi un po’ facendomi guidare dalla mia curiosità e dai miei piedi. Non ho fatto grandi cose, mi sono addentrata nello spirito della città e goduta il momento. Le emozioni per poter essere tornata ed il rendermi conto che non stavo sognando, ero veramente lì. Proprio in quelle strade a cui avevo tanto pensato, in quei vicoli che mi ero immaginata, immersa negli odori e rumori di una città pronta ad essere scoperta. In questi giri sognanti mi sono incrociata con le cose più disparate, dai negozietti piccolini d’artigianato che creavano cose veramente carine nelle vie un po’ più nascoste ai centri commerciali nelle vie principali, da una churreria in cui non ho potuto fare a meno di fermarmi alle catene di fast food più famose, tutto a pochi minuti l’uno dall’altro. Questo per dire che anche in una città come Madrid se si fa attenzione si può trovare ancora l’anima originale, quella meno modernizzata e più autentica. Il primo giorno è dunque trascorso così, tra una camminata e l’altra.

Svegliata di buon’ora, ero emozionata all’idea di cominciare la giornata , infatti avevo in programma varie cose da fare. Dopo aver fatto colazione mi sono subito incamminata verso la prima tappa giornaliera il Museo Nacional del Prado. Alloggiando sulla via principale di Madrid non ho avuto bisogno dei mezzi e l’ho raggiunto a piedi. Le sensazioni nel trovarmelo di fronte e pensare a tutte le grandi opere e bellezze che contiene sono indescrivibili. Dopo essere riuscita ad entrare ho passato le successive ore camminando avanti ed indietro per le ale, rimirando affascinata tutti quei capolavori che svettavano lì di fronte ai miei occhi, opere diversissime tra loro ma con un fascino comune. Mi sono persa leggendone i nomi ed immaginando come dovesse essere stato dipingerle, cosa dovesse aver pensato l’autore, come quelle opere fossero arrivate fino ai giorni nostri e continuassero ad affascinare una moltitudine di gente. Ad un certo punto a forza di camminare tra le varie ale ed i piani avevo anche perso l’orientamento e non riuscivo a capire dove mi ritrovassi nella cartina tanto mi ero immersa nello studio di ogni opera. Trovata l’uscita mi sono subito diretta all’ingresso del Real Jardín Botánico lì di fronte. Un’esperienza meravigliosa in mezzo a piante ed alberi. Una natura che ti da la sensazione di riprenderti dai ritmi caotici della vita e ritrovare la calma e la pace. Io l’ho ritrovato molto rilassante dopo le ore passate estasiata nel museo, il rumore delle foglie, i colori brillanti resi ancor più belli dalla giornata soleggiata. Vedere a poca distanza serie di piante e fiori completamente diversi l’uno dall’altro. Studiarne le differenze e somiglianze o anche semplicemente lasciarsi trascinare nella tranquillità che un posto del genere provoca all’animo di una persona.
Il terzo giorno ero prontissima a cominciare la giornata sapendo cosa mi avrebbe riservato. La prima tappa è stata la visita al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía. Tutta l’esperienza credo che potrebbe essere racchiusa in due parole principali, Picasso, Guernica. Trovarmela davanti dopo tutta la ressa che c’era per ammirarla è stato qualcosa di indescrivibile, una tale maestosità che non sapevo dove guardare, il mio sguardo scattava da un particolare all’altro di fronte ad un’opera del genere. Si potevano leggere, il dolore, la rabbia e una miriade di altre emozioni tutte amalgamate in un unico quadro. Credo che pochi quadri riescano a suscitare così tante cose tutte insieme indipendentemente dai gusti personali. Questo penso sia il motivo che spinge le persone ad andare a vederlo dal vivo, il provare quelle emozioni, il sentirle sulla propria pelle e poter vedere con i propri occhi a che livelli possa arrivare la grandiosità di un pittore. Riuscita a staccarmi dal quadro e visto il resto del museo ero pronta per la seconda tappa del giorno, il Museo Thyssen – Bornemisza. Vedere i differenti tipi di pittura dai più antichi ai più moderni mi ha fatto capire meglio come l’arte è andata evolvendosi negli anni. Alcuni temi centrali in un’epoca in un’altra venivano appena sfiorati per potersi concentrare su cose diverse, allo stesso modo in epoche diverse si possono trovare stessi temi trattati però diversamente concentrandosi su dei particolari rispetto a degli altri. I diversi stili di pittura o anche i diversi punti di vista di una situazione simile. Così come le differenti pitture da paese a paese, da cultura a cultura. Per non parlare delle somiglianze nonostante la lontananza. Questo mi ha fatto capire quanto si siano influenzati gli uni con gli altri e quanto siano tutti strettamente connessi in una grande rete.
Il piano per il quarto giorno era principalmente quello di vedere il Palacio Real de Madrid. L’unica cosa che mi viene in mente è la parola affascinante. Girare per le sale ascoltando l’audioguida ed immaginando come potesse essere vivere in quel posto mi ha letteralmente rapita. Sono arrivata alla fine del tour senza neanche accorgermene ancora sognante delle stanze, degli oggetti e tutto ciò che c’era lì dentro. Ancora non riesco a credere che ci potessero effettivamente vivere e che quell’intero palazzo fosse la loro casa. Dalla visita al Palacio Real ho speso il resto della giornata in giro per il Parque del Retiro. Si tratta come suggerisce il nome di un parco enorme al centro di Madrid. Passeggiando per i sentieri si può arrivare a vedere il Palacio de Cristal e il Palacio de Velazquez che si trovano proprio nel parco. Camminare in mezzo alla natura, con il verde, gli alberi, il sole, mi sono rigenerata e mi è sembrato che il tempo si fermasse e ci fossi solo io che camminavo e ammiravo ciò che avevo intorno a me.
Il quinto giorno si preannunciava esaltante, infatti avevo pianificato di fare una gita di mezza giornata a Toledo con un bus turistico. Quindi la mattinata l’ho spesa passeggiando tranquilla per le vie di Madrid e dopo il pranzo mi sono avviata al punto d’incontro da dove ha avuto inizio l’avventura. Uscire da Madrid e vedere la natura che piano piano aumentava man mano che ci avvicinavamo a destinazione e il cambiare dei colori mi ha affascinata come non mai. Mi ha riportata indietro nel tempo e fatto dimenticare per un momento la metropoli che avevo appena lasciato. Questo pensiero è aumentato ancora di più una volta arrivati. Davanti a me avevo delle mura a proteggere quel piccolo gioiello che è Toledo. Passeggiare per le strette vie, in mezzo a piccoli negozietti fa sembrare che il tempo si sia fermato. L’atmosfera di quiete, la calma che inspira ti portano a pensare ai vecchi tempi, quando non c’era tutta la fretta di oggi, sembra dirti calma, non c’è bisogno di correre. Tutto sa di passato, di tempi antichi, di genuinità e di voglia di godersi la vita così com’è senza correre alla ricerca di cose effimere. Questo è ciò che mi è rimasto più impresso di Toledo, come mi faceva sentire, più che le cattedrali ed i musei che sono comunque spettacolari e meritano di essere visti. Finita la gita ritornare a Madrid è stato come un viaggio nel futuro, un ritorno ai tempi moderni.
Per il sesto giorno ed il settimo non avevo organizzato alcun piano perché volevo godermi un po’ la città così com’è senza delle tappe fisse in cui andare e simili. Mi sono ritrovata quindi a girovagare per le varie vie facendomi trascinare dai miei piedi e dalla mia curiosità, ho scoperto in questo modo cose che ancora non avevo visto come per esempio il Tempio di Debod o le statue di Don Chisciotte e Sancho Panza. Allo stesso modo ho trovato in una vietta seminascosta una libreria che vendeva libri di seconda mano ed in varie lingue. Aveva l’aspetto delle librerie antiche, poca luce, strette e lunghe con angoli nascosti. Mi ha affascinata e non ho potuto fare a meno di comprare un libro. Sono tornata a visitare il Parque del Retiro che mi aveva tanto colpito la prima volta che ci ero stata. Così era finito il sesto giorno. Il settimo non ho potuto fare niente perché dovevo stare in aeroporto nel primo pomeriggio e ancora dovevo preparare la valigia e lo zaino quindi ho fatto giusto una passeggiata veloce vicino all’hostal dove alloggiavo prima di andare a prendere la metro. Lasciare Madrid è stato strano. Mi ha dato l’impressione di abbandonare una parte di me, come di lasciare qualcosa lì. Mentre preparavo il tutto non riuscivo a pensare al fatto che non avrei passeggiato tra quelle vie il giorno dopo, che non avrei sentito quei rumori e odori che mi erano diventati familiari. Era una sensazione strana, difficile da spiegare e che credo solo chi l’abbia vissuta in prima persona possa capire appieno.
Con questo finisce il racconto del mio viaggio in Spagna. Scriverlo è stato difficile perché volevo cercare di esprimere al meglio i pensieri, le emozioni e tutto ciò che mi ha suscitato. Volevo portarvi con me nel viaggio e farvi vedere come l’ho vissuto. Spero di essere riuscita nel mio intento e che abbiate apprezzato questo racconto di una delle città che mi è rimasta più nel cuore. Avete anche voi una città del cuore?

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